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Il portavoce dell’ISIS Abu Mohammad ha diffuso un lunghissimo discorso intimidatorio nei confronti della nostra capitale.

“Questa è la fine dei Crociati annuncia   faremo a pezzi le vostre croci e schiavizzeremo le vostre donne”.

Conclude rivolgendosi poi in modo arrogante contro il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama: “Hai sostenuto che il tuo esercito non sarà trascinato in battaglia. Non è cosi. Sarà trascinato e malmenato, mulo degli ebrei”. 

A quanto pare da quest’ultimo messaggio sembra che la  violenza e le minacce dell’Isis non diano tregua.

Per Abdallah II patriota ed esponente politico arabo, i jihadisti non dovrebbero nemmeno chiamarsi musulmani: “Sapere che parlano in nome dell’Islam è orrendo e scioccante”. Il re sostiene anche che il mondo deve unirsi contro l’Isis. “Lo Stato islamico ha innescato una presa di coscienza: è tempo per noi decidere di combattere il bene contro il male“. Sulla minaccia che i terroristi possano entrare in conflitto con i soldati giordani al confine, il re assicura: “Le nostre frontiere sono estremamente sicure”. Proprio in Giordania undici uomini, accusati di avere legami con lo Stato islamico in Siria e di pianificare attentati in Giordania, sono stati arrestati nel Regno hashemita. Fonti della sicurezza hanno dichiarato all’agenzia di stampa Petra che gli arrestati progettavano “operazioni terroristiche in Giordania contro siti vitali per diffondere il panico e il caos nel Paese”. L’operazione è scattata dopo che la casa di uno dei fermati è stata distrutta da un’esplosione durante un test per fabbricare esplosivi.

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