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Il mondo si ferma a guardare i funerali di Elisabetta II. Lo spettacolo di una Nazione unita. Berlino appoggia il Pd di Letta. Salvini ritratta su Putin. Zuppi chiede ai partiti spirito costituente

C’è una vecchia regola non scritta del giornalismo che recita così: la notizia di matrimoni e funerali è costituita dai partecipanti. Il bravo cronista deve raccontare chi c’era e chi non c’era alla cerimonia, al ricevimento, eventualmente al taglio della torta. Oppure al cimitero, al momento della sepoltura. Chi c’era, com’era vestito, che cosa ha fatto o detto, eccetera eccetera. Neanche i grandiosi funerali della regina Elisabetta II di ieri a Londra (per Il Manifesto “i più lunghi del mondo”) sono sfuggiti a questa logica. Con due caratteristiche uniche e forse irripetibili: praticamente tutti i grandi della terra, capi di Stato e di governo, vi hanno preso parte, con la voluta esclusione di Vladimir Putin e del principe ereditario saudita Muhammad Bin Salman. E gli inglesi hanno dato l’idea di partecipare tutti, ma proprio tutti all’evento. La Nazione si è fermata. Ogni singolo cittadino, anzi suddito, si è stretto agli altri nell’addio alla sua Regina. E allora più che l’acconciatura scelta da Jill Biden, o la collana di perle indossata da Kate, impressiona il doppio sfoggio di potenza degli eredi del vecchio Impero inglese. Tutto il mondo ieri era a Londra o ha guardato a Londra. Al di là del numero degli spettatori tv nel pianeta, è l’unità di quel Paese che resta. Resta lo spirito di una Nazione che sa essere unita.

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