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Discorso difensivo di Putin alla parata del 9 maggio. Mentre il presidente francese rilancia la pace e un ingresso politico di Kiev in Europa. Draghi sfortunato: va da Biden nel momento più infelice

Non ha fortuna il nostro Mario Draghi. Vola a Washington, proprio mentre aumenta la consapevolezza che la fine delle ostilità in Ucraina può passare da un colpo di freno alla Nato e agli Usa. E da un’iniziativa dell’Europa. L’epicentro del mondo è oggi a Strasburgo, fra Parigi e Berlino. Se da Mosca la parata militare di Vladimir Putin è infatti apparsa “mesta”, “senza fanfare”, “debole”, come scrivono oggi i giornali, ieri 9 maggio infatti era anche la Festa dell’Europa ed è stata celebrata dal presidente francese Emmanuel Macron con un discorso importante al Parlamento europeo. Macron ha rilanciato, insieme al cancelliere Olaf Scholz cui ha fatto visita, l’idea dell’ingresso dell’Ucraina in una nuova Confederazione europea, senza passare dall’ “umiliazione” di Mosca. Un’ idea che negli ultimi giorni in Italia era stata fatta propria anche dal segretario del Pd Enrico Letta, come conferma il ministro Enzo Amendola in un’intervista alla Stampa di oggi. Per di più anche nel fronte saldamente americano e occidentale, come nota Lucio Caracciolo, il dibattito è aperto. Dopo la presa di posizione di Carlo De Benedetti con il Corriere della Sera, il Financial Times ha intervistato Henry Kissinger che ha criticato l’idea di cercare un “cambio di regime” a Mosca. “Il dialogo è possibile” titola oggi Avvenire e forse non è solo un “wishful thinking”.

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