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145324367-5af1b3ee-b895-4d44-ac84-483aab4877e2Notizia shock stata divulgata dal Giornale di Monza, testata locale a cui si è rivolta la famiglia di un sedicenne omosessuale protagonista di un episodio scandaloso: mercoledì scorso il ragazzo racconta alla madre quanto successo al mattino a scuola, e della sua separazione dagli altri compagni di classe: sistemato in una postazione a parte, in fondo al corridoio e lontano dall’aula. Una situazione inaccettabile per la famiglia, che già l’anno scorso, in seguito alla scoperta dell’omosessualità del ragazzo e di alcune frequentazioni con adulti maggiorenni, si era rivolta alla scuola per chiedere assistenza. Di qui, la decisione di scrivere al preside e di denunciare l’accaduto ai Carabinieri: il giovedì mattina la madre si è presentata a scuola, accompagnata dai militari della Compagnia di Monza. A quel punto, il ragazzo è stato riammesso in classe.
Il pomo della discordia sarebbe scaturito da una foto postata dal ragazzo, in compagnia di un amico, a torace nudo: uno scatto al mare ritenuto però “pedopornografico dal preside dell’istituto, Adriano Corrioni che rivendica la sua scelta: «I compagni del ragazzo, a cui lui aveva mostrato la foto sul social network, hanno prima chiesto e ottenuto dal sito la rimozione dell’immagine pedopornografica, e dopo si sono rivolti agli insegnanti. A quel punto abbiamo deciso di sistemare il ragazzo in un postazione a parte, insieme con un educatore, come facciamo quando uno dei nostri corsisti di approfondire un argomento di studio. In attesa di parlare sia con la famiglia, sia con i servizi sociali che hanno in carico il ragazzo. E per capire come affrontare la questione con i compagni ed evitare discussioni in classe». La decisione della scuola, quindi, sarebbe legata soprattutto alla volontà di evitare l’insorgere di problemi in aula: «Non è questione di discriminazione, i cristiani non discriminano: accettiamo tutti, abbiamo ragazzi di tutte le religioni. Volevamo proteggere sia il corsista sia i suoi compagni» aggiungono i docenti.
Intanto arrivano le prime dichiarazioni da parte di vari opinion leader :«È un fatto gravissimo, inconcepibile, per il quale chiediamo l’intervento fermo e severo del Miur. Il ministero invii gli ispettori» tuona il presidente di Arcigay Falvio Romani. E mentre il deputato Pd Alessandro Zan parla di «una vicenda di una gravità inaudita, perché sottoporrebbe il minore a un trattamento degradante e discriminatorio, violando il suo diritto all’educazione ma ancor prima la sua libertà e dignità», la democratica Rosaria Iardino, consigliere comunale a Milano e consigliera delegata alle Pari Opportunità della Città metropolitana, annuncia che chiederà quanto prima un’ispezione nella scuola incriminata.

Giuseppe Martino

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