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Dopo Pino Daniele Napoli piange un altro suo figlio, oriundo in questo caso, Bruno Pesaola. L’ex giocatore è morto a ottantanove anni in un ospedale partenopeo.  Nato a Buenos Aires nel lontano 28 luglio 1925, in azzurro ha giocato dal 1952 al 1960 e fu in quel periodo che, da oriundo, vestì la maglia della Nazionale. Soprannominato “El Petisso”, ha allenato il Napoli in quattro diversi periodi vincendo, da tecnico, la Coppa Italia del 1962, l’unica mai conquistata da una squadra di Serie B. Da allenatore ha vinto il suo unico scudetto a Firenze nel 1969 e un’altra Coppa Italia a Bologna nel 1974. Beveva whisky e fumava molto, quando allenava, indossava un cappotto di cammello come porta fortuna. Un suo gol contro l’Inter per anni fece parte della sigla iniziale della Domenica sportiva. Il regista premio oscar Sorrentino ha sempre dichiarato di essersi ispirato alla sua figura per uno dei personaggi del film: L’uomo in più. Nel 2009 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Napoli.

Ciro Florio

Pesaola con il suo immancabile cappotto
Pesaola con il suo immancabile cappotto
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