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Ieri pomeriggio è morto Giuseppe De Donno, l’ex primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova. Secondo le prime indiscrezioni l’uomo si sarebbe suicidato, poichè il suo corpo è stato trovato nella sua casa di Eremo, frazione del Comune di Curtatone, da alcuni familiari. De Donno per primo l’anno scorso aveva iniziato la cure del Covid con le trasfusioni di plasma iperimmune, la controversa terapia che prevedeva l’infusione di sangue di contagiati dal coronavirus, opportunamente trattato, in altri pazienti infetti. l’ex primario di pneumologia, assieme a Massimo Franchini, primario della Immunoematologia e Trasfusionale del Carlo Poma, aveva iniziato a trattare i pazienti affetti da Covid che arrivano ormai stremati al Poma con la terapia del plasma iperimmune. In breve questa pratica era diventata nella primavera dello scorso anno l’unica arma contro il coronavirus, almeno nelle fase iniziali della malattia. In poco tempo diventò il primario più conosciuto d’Italia, conteso com’era da giornali e trasmissioni televisive. Non tutti, però, nel campo della medicina ne erano convinti e così su De Donno si scatenarono tante polemiche. Lui, però, tenne duro e riuscì ad ottenere una sperimentazione del suo metodo con l’università di Pavia. Alla fine, però, la medicina ufficiale non ritenne che quello fosse la cura più indicata per il Covid, anche se in molti guarirono proprio grazie a questa terapia, riconoscenti per sempre nei confronti del dottore. Si celano molti, moltissimi dubbi dietro questa morte, se si pensa alle dichiarazioni dello stesso De Donno di qualche tempo fa : “Io sono molto franco: c’era e c’è la volontà di nascondere questo trattamento. Se guardate i media si parla solo di vaccino, mentre il trattamento al plasma non costa quasi nulla.” – ha spiegato l’esperto, in collegamento con il liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Maglie. In un altro intervento, durante la trasmissione Porta a Porta aveva detto : “Sono morte 34mila persone ma i nostri risultati ci dicono che avremmo potuto salvarne almeno la metà”, aggiungendo che tutti quelli che erano stati curati con il siero al plasma iperimmune avevano ottenuto la guarigione.  L’intuizione di De Donno, dunque, stando alle sue parole, sembra esser stata oscurata. Al contrario, proseguono senza sosta le sperimentazioni sul vaccino contro il Coronavirus.

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