Sponsor by

Chitarrista, compositore, ricercatore, insegnante, Mimmo Cappuccio in arte  Mr K – è considerato uno dei chitarristi di maggior talento della scena jazz contemporanea, vantando innumerevoli collaborazioni con alcuni tra i principali protagonisti del panorama jazzistico italiano, internazionale e dell’ambito musicale avanguardistico. Lo abbiamo intervistato per conoscere meglio la sua storia e il suo pensiero, che unisce la tradizione del jazz alla musica avantgarde europea, creando uno stile unico e originale.
Cappuccio con la sua chitarra affascina il pubblico con una potente combinazione di ricca musicalità e morbido virtuosismo.

Intervista

Iniziamo con il racconto del tuo percorso di studi:cosa ti ha portato a diventare il musicista che sei oggi?

La mia formazione è stata in modo completamente autonoma. La scelta di una formazione autodidatta dipende da moltissimi fattori, ho lasciato il conservatorio ma ho conseguito la laurea in scienze Geologiche, dove grazie alla Fisica ho sviluppato elementi e studi in acustica. Poi ho ripreso gli studi musicali, con corsi di formazione, ma soprattutto con le esperienze professionali sul campo, in America e a Londra, ho acquisito una mentalità internazionale , con una forte competenza anche nell’ambito delle produzioni.
Oggi gestisco uno studio di registrazione, proprio grazie alle conoscenze acustiche e riprese del suono acquisite.

Quando è nata la tua passione per la musica e quando hai capito che era proprio la chitarra lo strumento che faceva per te?

Chi fa il musicista sa fin da bambino che dentro di lui è arrivato un dono. Poi si può scegliere di coltivare questo dono o di abbandonarlo.
Io come tanti musicisti ho coltivato quanto mi è stato dato!
La passione per la musica è arrivata nella fase adolescenziale (intorno ai 12/13 anni), mio padre mi regalò un giradischi e un paio di LP, tra questi c’era quello di Carlos Santana, fui completamente attratto.
Mi feci prestare una chitarra elettrica da un amico, ma dopo un mese la restituii dicendogli: “Non credo di essere portato!”. Solo dopo 15 giorni acquistai la mia prima chitarra, e non ci siamo più separati. I miei genitori avrebbero preferito un figlio ingegnere edile o forse avvocato, e non mi appoggiarono in questa scelta “Artistica”, tranne mia madre, tacitamente.

All’ascolto la tua musica è molto raffinata, dove ti poni come genere musicale?

Generalmente mi piacciono le cose eleganti, la cura dei dettagli, e per natura mi sento vicino a sonorità  “Smooth Jazz”, ritengo che questo genere accarezzi la mia indole da musicista.

Generi preferiti sono soul, blues, jazz, be bop e funk: secondo te come si stanno evolvendo questi generi e, più in generale, quali sono le tendenze più interessanti nel panorama musicale contemporaneo? 

“Questi” generi  sono contaminati con le espressioni musicali più attuali, fino alla TRAP; la loro intenzione è quella di creare uno stile musicale ritmato, personalmente preferisco essere “Old School”. Molte generazioni amano artisti attuali dell’ R&B, ma non conoscono questo genere, non conoscono le radici, e chi sono i “Padri”; lo preferiscono perché stilisticamente è un genere dal ritmo marcato e costante, con armonia e struttura di carattere e di ispirazione Blues. Inoltre non è molto lontano, in quanto ad orecchiabilità e linearità, dalla moderna musica pop. Pertanto può essere formativo dare delle indicazioni solo sul passato, per l’appunto “Old school”.

Secondo te chi sono i grandi chitarristi di oggi? Quali consigli di seguire a un giovane musicista? E i tuoi preferiti quali sono?

Sarò un po’ polemico! Oggi ci sono chitarristi interessanti, ma ciò che ascolto è un surrogato di cose già sentite – anch’ io lo sono sicuramente – Penso che la differenza stia nel prendere dei riferimenti e suonare; poi per “come sei”, suonare la “tua vita”, senza emulazioni. Invece la tecnologia e i tutorial, sulle tecniche e sulla didattica, rendono tutti molto bravi ma piatti, senza trasmettere nulla dal punto di vista emotivo. Diventa la “competizione di chi è più tecnicista”, e questa cosa, a mio avviso, non è la musica, non è emozione, non è pathos. Emozionarsi significa anche “urlarle” e quando urli commetti errori, ovvero quello di aver urlato, però sei stato te stesso! Ai giovani consiglierei di studiare tanto, ma quando “suoni” devi dimenticare tutto e lasciarti andare, farti ascoltare e vedere, perché quello che mostrerai sarà “l’inedito” del tuo essere chitarrista.

Segui anche generi musicali che non hanno nulla a che fare con la tua attività di strumentista?

Sono un Produttore Artistico e seguo i giovani talenti nei Contest e Talent, lavoro con partners della discografia Nazionale Ufficiale. Mi è sempre piaciuto guardare al futuro ed interessarmi alle potenzialità dei nuovi Talenti.

Chi sono stati i tuoi Maestri? Hai qualche aneddoto o curiosità da raccontarci?

I miei maestri sono stati i vinili. Negli anni 70/80 ascoltavi un disco e cercavi di capire una frase, una scala, praticamente il disco si “consumava” e spesso capitava che alcune note non riuscivi a catturarle (parlo dei chitarristi jazz – Joe Pass – Kenny Burrell – George Benson) dovevi inventarti la sostituzione, ma questo sviluppava il senso dell’improvvisazione (almeno per me è stato così).
– Vi racconto un aneddoto simpatico!
Il mio primo approccio, ero un giovane chitarrista in una orchestra nelle feste patronali.
Insomma, avevo voglia di passare dalla stanza dove studiavo ad un palco.
Ma ció non accadde!
Il mio temperamento (non lontano da oggi, ma più schivo e riservato) , mi costrinse ad abbandonare l’impresa.
Un giorno – durante le prime prove – il Maestro ci disse di preparare un “solo” sulla sigla finale swing dello spettacolo, il mio assolo si prolungó oltre modo, e il Maestro mi disse che avevo “rubato” la scena. Non risposi, lo guardai in viso, mi avvicinai al mio AMP , staccai il jack , riposi la chitarra nella custodia e dissi:”arrivederci” – Lasciando tutti impietriti. Pura follia di un ragazzetto!

Raccontaci del tuo nuovo progetto

Il progetto si firma con il nome d’arte SKINA & Mr K – si è concretizzato in un percorso di 11 brani, suonati con musicisti affermati come: Alex Bailey (drums, Marcus Miller, Paul Jackson Jr – etc)_Eric Daniel (Sax & Flute, Zucchero, Natalie Cole – etc)_Claudio Romano (Drums: Robben Ford, Gonzalo Rubalcaba, Archie Sheep- etc)_Dario Deidda (Bass: Danilo Rea, Paolo Fresu, George Coleman – etc)_Elisabetta Serio (Piano, Pino Daniele, Sarah Jane Morris – etc) Antonio Muto (drums, Alain Caron, Frank Gambale, David Garfield – etc.). String and brass orchestration – Piano acoustic –  M°Ciro Barbato in “Shock Wave” and “A glass of red wine”. Ho voluto fortemente il M° Barbato per la scrittura di archi e brass in questi 2 brani, anche per l’esperienza con Mario Biondi. Si tratta di un progetto ricercato, con diverse inclusioni stilistiche. Una conoscenza bizzarra, avvenuta casualmente tramite i social network, così sono “arrivato” a Sabrina SCHINAIA (SKINA) compositrice – con me – dei brani, e autrice dei testi, tutti in inglese. Questo progetto  prende forza con Emilio De Matteo e Paolo Termini de “La Musica Ribelle Management”, senza di loro non sarei riuscito a concretizzare la mia idea; cioè “scoprire” giovani talentuosi del jazz a Napoli, e coinvolgerli totalmente nella rappresentazione live del progetto. Il disco rappresenta un impasto di suoni e di colori, che genera un mood raffinato e internazionale, dedicato a chi respira musica, dal Jazz al Funk e allo Smooth jazz. Voglio ringraziare pertanto Skina, e altri formidabili musicisti, da Giuseppe Di Maio (che ha già all’attivo un suo disco jazz), ai giovanissimi Anna Galiano alla voce, Luca Stocco al basso e Cristiano De Pascale alla batteria, con loro e Skina sta per partire il mini Tour  2022.

Le date
14 Maggio Off Line Club Bistrot
Casoria (NA)
21 Maggio Winehouse Napoli
4 Giugno Jazz cafe’ – Frattamaggiore (NA)
21 Giugno Villa Fernandes – Portici (NA)

Sponsor by