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Napoli segue la scia di altre città europee la prima su tutte Glasgow, nel manifestare contro il caro bollette della fornitura di luce e gas dandole fuoco. 

Oggi 02 Settembre verso le 09.30 un centinaio di disoccupati iscritti a vari gruppi tra cui “Movimento disoccupati 7 novembre” e SiCobas” si sono riuniti a Piazza Matteotti, dove è ubicato l’edificio  principale della Posta Napoletana ed hanno dato fuoco alle loro ultime bollette di fornitura elettrica affermando che gli aumenti riportati su quelle bollette loro non li possono pagare. I manifestanti intervistati dai cronisti in piazza spiegano che sono stanchi delle promesse fatte dalla politica che da anni promette ad ognuno di loro un lavoro, e che con le bollette triplicate per loro e le loro famiglie ormai è impossibile vivere in maniera dignitosa ed invitano tutti a ribellarsi a scendere in piazza e a lottare per i propri diritti. Eddy Sorge di SiCobas prosegue dicendo che ormai non è solo l’aumento delle bollette a preoccupare i cittadini ma è il caro vita che si prospetta dall’aumento di quasi tutti i beni, dagli alimentari alla benzina, nel frattempo la manifestazione che si è riunita in corteo è giunta a Palazzo San Giacomo sede del Comune di Napoli, il sindacalista di SiCobas continua affermando che nonostante ci sia una campagna elettorale in corso per le elezione politiche del 25 settembre la classe politica è totalmente distante dalla vita dei lavoratori e ribadisce l’idea a ribellarsi scendendo tutti in piazza a manifestare il proprio disagio economico, come si evince dal comunicato che hanno distribuito durante la manifestazione e che riportiamo di seguito: “Crisi sanitaria, crisi climatica, crisi ecologica, crisi finanziaria, guerre imperialiste, crisi politiche e sociali. Non vogliamo pagare i costi sociali di un sistema che fa montagne di profitti per pochi e miseria, sfruttamento e barbarie per milioni di lavoratori e lavoratrici, disoccupati e disoccupate, strati popolari impoveriti. Noi  stiamo lottando da 8 anni in piazza, subendo repressione e criminalizzazione, per aver indicato risorse, progetti e lavori socialmente necessari che risolverebbero il problema del salario per centinaia di disoccupati e migliorerebbero i servizi alla città. Oggi sappiamo che la nostra lotta deve dare una mano per costruire un movimento di massa in questo paese per alzare la testa ed iniziare a far pagare a padroni, politicanti ed affaristi il costo della loro crisi. Organizziamoci insieme!”

Non è tardata la reazione di Palazzo san Giacomo, nella persona del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi  che si esprime così:  “Sarà un autunno molto caldo la situazione delle famiglie è molto difficile, il costo delle bollette è insostenibile e questo riguarda chi ha il lavoro e chi non ce l’ha. È una questione sociale ancora più importante in una città come Napoli con livelli così alti di povertà. Serve un intervento del governo a sostegno del reddito. Dobbiamo aiutare chi oggi è costretto a scegliere se fare la spesa o pagare le bollette”.

Napoli avrà dato la scossa anche ad altre città italiane di ribellarsi a questi rincari sempre più alti? E la classe politica in vista delle elezione del 25 settembre si attiverà per tutelare i suoi elettori magari  introducendo un tetto al caro bollette?  

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