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140827-gaza-345a_c764ca0d2524bb09167b18f66e9c2402Un ragazzo israeliano di 15 anni è stato accoltellato e ferito da un palestinese, che la polizia ha poi ucciso. La nuova aggressione avviene ad opera di un terrorista palestinese della Jihad Islamica.
Secondo quanto riportato da la Repubblica, l’assalitore del 15enne risponderebbe alla persona di Fadi Alon, originario di un sobborgo alle porte di Gerusalemme.  Subito dopo l’attentato le forze della polizia israeliana hanno fatto irruzione nella sua abitazione. Un video mette in discussione la versione della polizia sull’accaduto. Secondo i familiari di Alon, 19 anni, da quelle immagini sembrerebbe che il loro congiunto sia stato assalito da estremisti ebrei e che sia stato colpito ingiustificatamente dalla polizia mentre correva per cercare riparo. Nello stesso incidente il ragazzo ebreo è stato ferito a sua volta da una pugnalata.
Intanto a Ramallah, scontri con l’esercito sono avvenuti presso l’ingresso del DCO, il luogo di transito per gli ufficiali palestinesi e i rappresentanti consolari. Altri scontri sono stati segnalati nel villaggio di Surda, poco distante da Ramallah.
A Jenin si è intanto concluso l’assedio dell’esercito ad una abitazione dove era asserragliato un membro dell’ala militare di Hamas, Qais al-Saadi. Un portavoce militare ha detto che ci sono stati due arresti e che nell’edificio sono stati trovati due ordigni e un fucile M 16. Fonti palestinesi aggiungono che a Jenin, a margine della operazione israeliana, si sono verificati incidenti in cui decine di palestinesi sono rimasti feriti o contusi.
Intanto il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato una riunione d’emergenza dei vertici dell’esercito, dell’intelligence e della polizia dopo gli attacchi. La riunione inizierà al ritorno di Netanyahu da New York, dove il premier si trova da martedì per l’Assemblea generale dell’Onu. Nella notte centinaia di israeliani hanno manifestato nel centro di Gerusalemme mentre diversi media accusano il capo del governo di negligenza nell’affrontare i problemi della sicurezza.
Un ministro israeliano, Israel Katz, ha detto che per arginare l’ondata di violenza palestinese si renderà forse necessaria una vasta operazione militare, in Cisgiordania e a Gerusalemme est. Israele ha inoltre – sempre per motivi di sicurezza – deciso di bloccare per i prossimi 2 giorni l’ingresso alla Città Vecchia di Gerusalemme. Sarà permesso solo ai cittadini israeliani, ai residenti della zona e ai turisti. L’ingresso dei fedeli musulmani alla Spianata delle Moschee, solo attraverso la Porta dei Leoni, sarà permesso agli over 50, mentre non ci sono restrizioni per le donne.
Le restrizioni resteranno in vigore fino al termine della festività ebraica Simchat Torah.
Giuseppe Martino
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