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“Non puoi fare offerte alla Chiesa sulle spalle dell’ingiustizia che fai con i tuoi dipendenti. E’ un peccato gravissimo: è usare Dio per coprire l’ingiustizia”.

 “Se uno va a messa la domenica e fa la comunione, gli si può chiedere: ‘Com’è il rapporto con i tuoi dipendenti? Li paghi in nero? Paghi il salario giusto? Versi i contributi per la pensione?”.

Ecco le parole di Papa Francesco che sorprende tutti come sempre, lui un uomo che ha sempre dichiarato la sua semplicità ci stupisce ogni giorno con i suoi insegnamenti di vita, una vita che dovrebbe essere per lo meno dignitosa con un vero contratto lavorativo, con un “vero” lavoro.

Sono tantissime in Italia le persone che lavorano in nero, ci si accontenta, ci si sottomette per sopravvivere NON PER VIVERE!

Il lavoro nero è da sempre una forma di mancato rispetto degli obblighi di annuncio e autorizzazione in relazione con il lavoro, producendo innumerevoli effetti negativi come:

perdite di entrate da parte dello Stato e delle assicurazioni sociali;

distorsioni della concorrenza tra le imprese e i lavoratori;

pregiudizi al diritto alle prestazioni degli assicurati;

dumping salariale e sfruttamento dei lavoratori.

Oggi bisogna dire BASTA a questo sopruso dell’uomo.

Il Papa ha inoltre aggiunto viste le giornate di Quaresima:“non è digiuno, non mangiare la carne ma poi litigare e sfruttare gli operai”.

Lidiana Iocco

 

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