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Dal 1°Maggio è stop al Greenpass? Si, ma non sembrerebbe definitivo.
La Commissione per le libertà civili del Parlamento europeo, infatti, ha approvato le proposte di proroga del certificato digitale Covid-19 della UE per un altro anno. Fino al 30 giugno 2023. Il fine, che si legge sul sito del Parlamento europeo, è quello di “garantire che i cittadini dell’Unione Europea possano beneficiare del loro diritto alla libera circolazione, indipendentemente dall’evoluzione della pandemia di COVID-19”. La Commissione per le Libertà civili, Giustizia ed Affari interni ha approvato due relazioni. Le relazioni sono state approvate con 48 voti favorevoli, 16 contrari e 0 astenuti. Le modifiche consentono di estendere la validità dello schema EUDCC fino al 30 giugno 2023. Ma permettono anche agli Stati membri di concedere certificati di test basati su nuovi tipi di test antigenici.
In questo modo, nonostante diversi Paesi in Europa non hanno rinnovato lo stato di emergenza, il greenpass diventa uno strumento attivo.

Deputati UE: Cosa dovrebbero fare gli Stati membri.
I deputati hanno sottolineato come “gli Stati membri dovrebbero evitare ulteriori restrizioni alla libertà di movimento per i titolari dell’ EUDCC (il certificato digitale della UE). A meno che non sia assolutamente necessario. Se sono necessarie restrizioni, dovrebbero essere limitate e proporzionate. Sulla base dei più recenti pareri scientifici del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e del comitato per la sicurezza sanitaria dell’UE.” I deputati chiedono anche alla Commissione “di valutare se il regime EUDCC è necessario e proporzionato a sei mesi dopo la sua proroga”. “Vogliono abbreviare il periodo di applicazione del regolamento non appena la situazione epidemiologica lo consentirà.”
Il relatore Juan Fernando López Aguilar ha dichiarato: “Un anno fa, abbiamo messo in atto il certificato COVID digitale dell’UE in modo che le restrizioni nazionali unilaterali non mettano in pericolo il diritto alla libera circolazione e all’uguaglianza. Volevamo prevenire la discriminazione tra i paesi di origine e volevamo che questo regolamento fosse limitato nel tempo. Tuttavia, possiamo liberarcene solo una volta che la pandemia sarà finita. Poiché non è ancora finita, stiamo estendendo la validità dello schema e chiedendo agli esperti di valutare la situazione entro sei mesi. Ora, le persone viaggiano di nuovo attraverso i confini in Europa, il che dimostra che il regolamento sta funzionando”.

La decisione della commissione per le libertà civili porterà in Consiglio la proposta legislativa. Tale proposta verrà annunciata all’apertura della sessione plenaria della prossima settimana a Strasburgo.

In caso di obiezione, la decisione sarà messa ai voti giovedì 5 maggio.

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