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Il capo del Cremlino ritratta le frasi anti semite di Lavrov, parlando col premier israeliano. Stallo sui miliziani dell’Azovstal. Guerini spiega le armi a Kiev. Invettiva di Rumiz: Europa, dove sei?

Vladimir Putin si è scusato con Naftali Bennett, il premier israeliano, per le frasi anti semite pronunciate dal suo Ministro degli Esteri durante l’intervista televisiva a Zona Bianca di Rete 4. Apparentemente, è la prima marcia indietro del Presidente russo dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Segna un passaggio importante, anche perché Israele (che non ha inviato armi agli ucraini) conserva una posizione di neutralità che permette se non una mediazione, almeno un dialogo. Attraverso Gerusalemme, non a caso, i russi hanno fatto sapere agli ucraini che offrono garanzie per i miliziani di Azov, ancora nel bunker sotto l’acciaieria di Mariupol, solo se deporranno le armi. È ancora lì, sotto l’Azovstal, che si gioca la partita principale del conflitto. Da come finirà lo stallo degli ultimi giorni dipenderà un po’ tutto. Putin non può permettersi di fare nuovi martiri, visti i riflettori del mondo puntati su Mariupol, i miliziani della formazione neo nazista ispirata a Bandera, dall’altra parte, sono in un vicolo cieco militare.

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