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Il punto sulla pandemia passa dai resoconti sulla campagna vaccinale e i dubbi sulle quarantene a scuola. La cronaca di Avvenire a firma di Enrico Negrotti.

«Si avvicina lentamente l’obiettivo dell’80% della popolazione over 12 vaccinata contro il Sars-CoV-2, e la pressione sul sistema ospedaliero continua a ridursi. Ma c’è dibattito sulla possibilità di somministrare la terza dose del vaccino alla popolazione, eventualmente in abbinamento con quello antinfluenzale. E si attendono le valutazioni del Comitato tecnico-scientifico (Cts) sulla possibile riduzione della quarantena nelle scuole, soprattutto per alunni vaccinati. La campagna vaccinale ha subito un rallentamento, segnala la Fondazione Gimbe: «Il numero di nuovi vaccinati settimanali – commenta il presidente Nino Cartabellotta -, dopo la timida risalita di fine agosto (831mila), nell’ultima settimana è crollato intorno a quota 487mila». Il numero totale di dosi somministrate supera ormai gli 83 milioni, e coloro che hanno completato il ciclo vaccinale si avvicinano al 77% della popolazione over 12. Il calo dei nuovi vaccinati è quindi in parte fisiologico, anche perché non ci sono dati su quanti siano i guariti non ancora candidabili alla vaccinazione, oltre alla fetta di persone comunque contrarie. Migliora ancora la situazione epidemiologica: ieri sono stati registrati 4.061 nuovi contagi e 63 decessi legati al Covid-19, ma sono in diminuzione le persone attualmente positive (-1.476) e i ricoverati sia nei reparti ospedalieri (-146) sia quelli in terapia intensiva (-8). Sono quasi 20mila le terze dosi somministrate alle persone più fragili, ma sarà l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ai primi di ottobre a dire se andranno estese ad altre categorie di persone. Lo ha confermato ieri Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e prodotti terapeutici per Covid-19, aggiungendo che «l’Ema riconosce pienamente le ragioni» di quegli Stati (come l’Italia) che hanno cominciato la terza dose a gruppi selezionati di persone più vulnerabili. Mentre negli Stati Uniti la Food and Drug Administration si è pronunciata a favore della terza dose del vaccino Pfizer agli over 65 e ai soggetti fragili o esposti a rischi di complicazioni nella fascia tra i 18 e i 64 anni. La terza dose potrebbe essere somministrata in concomitanza con la vaccinazione antinfluenzale: «È una prospettiva plausibile – osserva Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica di Roma – perché è una strategia basata su precedenti forti, come la contemporanea somministrazione di antinfluenzale e anti pneumococco». Ma, aggiunge, servono «studi osservazionali che ne scongiurino qualsiasi tipo di effetto collaterale». Nessun problema alla doppia somministrazione anche per Matteo Bassetti (ospedale San Martino di Genova), Stefania Salmaso (Associazione italiana di epidemiologia) e Fabrizio Pregliasco (Università di Milano). Dubbiosa la Federazione italiana medici di medicina generale, il cui segretario Silvestro Scotti osserva: «Potrebbe essere opportuno attendere comunque qualche settimana tra le due somministrazioni», ai fini della valutazione «di eventuali effetti collaterali legati ai vaccini». Caldo anche il dibattito sulla quarantena nelle scuole. Il fisico Giorgio Sestili segnala che «a dieci giorni dalla riapertura delle scuole non si vedono al momento segni di risalita», il che suggerisce un «cauto ottimismo». Tuttavia l’Associazione nazionale presidi (Anp) segnala confusioni in presenza di un caso positivo in classe: «Chiediamo – dice il presidente dell’Anp di Roma, Mario Rusconi – che i vari assessorati alla Salute diano indicazioni alle Asl, queste si muovono in maniera diversa a volte anche nello stesso territorio regionale, è il caos». Anche se la norma del decreto 111 indica la necessità di quarantena di 7 giorni per i vaccinati e 10 per i non vaccinati. Una prospettiva che potrebbe cambiare a breve. «Ho chiesto al Cts una valutazione – ha ribadito il ministro della Famiglia, Elena Bonetti – se, sulla base dei dati scientifici, si può effettivamente diminuire il tempo della quarantena per i vaccinati e introdurre strumenti di monitoraggio come i tamponi». Il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, chiede di privilegiare il tracciamento con i test salivari. Resta il fatto che, come segnala la Ats di Milano, nelle scuole delle province di Milano e Lodi in presenza di 137 casi positivi in una settimana (116 alunni), ben 1.793 persone e 90 classi sono state isolate, cioè sono andate in Dad».

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