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“Draghi ha ereditato e confermato il Piano del Governo precedente. Le componenti e i programmi fondamentali erano quelli di Conte, la parte aggiuntiva riguarda le riforme strutturali che sono entrate nei titoli senza ancora un’adeguata analisi del Parlamento”. Lo ha detto il deputato Leu Stefano Fassina intervenendo nella trasmissione Barba&Capelli condotta da Corrado Gabriele su Radio Crc Targato Italia. “Le scadenze sono gia’ per la seconda meta’ di quest’anno. C’e’ un lavoro enorme da fare a livello centrale e di amministrazioni locali tra Regioni, Comuni e Province soprattutto per la definizione dei progetti e dei bandi. Ci sono tutte le condizioni per fare bene”, ha aggiunto sottolineando alcuni punti di debolezza in particolare sul Sud: “ci sono parti che mi convincono molto e parti molto meno. Ad esempio si rileva l’assenza dei livelli essenziali delle prestazioni ma, la ministra Carfagna non ha ritenuto o non e’ stata nelle condizioni di richiedere riforme in tal senso. Questo e’ un problema, nei giorni scorsi si e’ dibattuto sui miliardi al Sud e non si e’ potuto fare riferimento a cio’ che serve veramente per i livelli dei servizi per i cittadini. Bisogna recuperare questo altrimenti diventa complicato capire l’adeguatezza delle risorse senza conoscere gli obiettivi”. “C’e’ stata una partecipazione a livello centrale rilevante ma non sufficiente perche’ il Parlamento non ha potuto discutere la parte sulle riforme strutturali. Abbiamo audito tante associazioni ed esperti, a livello comunale e regionale la partecipazione e’ stata assente. Per quei territori importanti come Roma non c’e’ stato il coinvolgimento: ieri abbiamo avviato il percorso, non abbiamo confezionato un pacchetto chiuso. Ci sono titoli sulle riforme e macro progetti, bisogna darsi da fare e serve il coinvolgimento diffuso”, conclude.