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Piccola Riflessione sulle Pulci

In questa incredibile immagine ottenuta al microscopio elettronico è ritratta la testa di una comune pulce, nome scientifico Pulex irritans. È uno dei parassiti più comuni al mondo. Vive nella pelliccia di cani, gatti, maiali, ratti e altri animali. Fino a un recente passato non disdegnava di abitare e prolificare anche su ospiti umani, almeno finché l’igiene personale non ha fatto un deciso salto in avanti.

Con il suo complesso apparato boccale, ben visibile nell’immagine, la pulci pungono la pelle dell’ospite per succhiarne il sangue, iniettando al contempo la loro saliva che contiene enzimi e altre sostanze fortemente irritanti. È un vettore di malattie infettive anche letali, come peste e tifo.

Dotate di forti zampe posteriori, le pulci sono i più grandi saltatori del regno animale: possono saltare anche 200 volte la propria lunghezza, che, negli adulti, oscilla tra 1,5 e 3,3 millimetri. Una femmina depone 800-1000 uova nell’arco della sua vita, che può durare fino a due anni. Una vita che attraversa quattro stadi: uovo, larva, pupa, adulto.

La prima riflessione che viene in mente osservando una pulce con la ricchezza di dettagli che un microscopio elettronico è in grado di fornire è l’enorme diversità che la vita ha generato sul nostro pianeta nel miliardo circa di anni trascorsi da quando il primo organismo pluricellulare, probabilmente un’alga, fece la sua comparsa.

Cosa hanno in comune un essere umano e le pulci? Ben poco. Siamo diversi per dimensioni, durata e fasi della vita, tipo di riproduzione, abitudini alimentari e sociali, struttura, complessità e disposizione degli organi interni, giusto per citare le prime cose su cui si appunta l’attenzione.

Ma, scavando a fondo, emergono anche importanti punti di contatto: le pulci, come gli umani, sono forme di vita basate sul carbonio. Hanno come noi un DNA e un sistema di replicazione fondato sul DNA e la divisione cellulare. Hanno una simmetria bilaterale come gli umani. Hanno un metabolismo, cioè una serie di processi biochimici che, in ogni fase della loro vita, utilizzano per estrarre energia dall’ambiente (da sangue, detriti, pelle morta ecc.). Usano come noi quell’energia per riparare i danni subiti dall’organismo, muoversi e riprodursi. Hanno una capacità di rigenerazione limitata, proprio come gli umani (e come miliardi di altri organismi), sicché alla fine muoiono e i loro corpi si decompongono.

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