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Cambio in corsa su benzina e accise. Meloni lo rivendica ai Tg. L’Italia è pronta a ricostruire l’Ucraina. Padre Georg chiese a Marina B. di fermare il libro. In Usa nuovo caso Floyd. Biden come Trump

Il decreto sulla benzina è stato cambiato. O meglio “ritoccato in corsa” a Palazzo Chigi. Lo ha spiegato ieri sera a Tg1 e Tg5 la premier Giorgia Meloni. Ha infatti detto che nel programma di FdI non c’era «il taglio delle accise» ma la loro «sterilizzazione». Questo significa che se il prezzo del greggio salirà oltre una certa soglia, gli incassi derivati dall’Iva aggiuntiva saranno utilizzati per ridurre le accise, e in quel caso scenderanno «come è nel nostro decreto». Nei vari retroscena i giornali di oggi raccolgono i malumori anche all’interno della maggioranza, dove si imputa al presidente del Consiglio di parlare troppo e di agire in solitudine. Monica Guerzoni sul Corriere raccoglie questo commento dietro le quinte: «Hanno fatto tutto Giorgia e Giorgetti», racconta sottovoce un esponente dell’esecutivo, uno di quelli che si sentono tagliati fuori dalle scelte importanti. Dalle nomine al vertice delle tre agenzie fiscali sino all’emergenza carburanti «decide tutto lei», è la cantilena ai vertici di Forza Italia e Lega, a volte intonata con la variazione «decidono tutto loro». La premier e il ministro dell’Economia. Così è stato martedì sul provvedimento che ha imposto l’esposizione alla pompa del prezzo medio giornaliero e così è stato ieri». La buona notizia viene dai mercati e dalle statistiche sull’inflazione in Usa, ancora in calo, nel punto più basso degli ultimi 14 mesi. Secondo Il Sole 24 Ore, l’inflazione dovrebbe scendere rapidamente anche in Europa, anche grazie al costante calo del prezzo del gas.

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