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L’umanità ha un problema con la plastica, un materiale onnipresente ed economico che però come continuiamo a scoprire è anche una delle maggiori cause di inquinamento di vario tipo. L’umanità ha poi un problema con il riciclo della plastica: dalle oltre 300 milioni di tonnellate che vengono prodotte ogni anno in giro per il mondo, solo una minima percentuale viene riutilizzata.

Secondo uno studio, alcuni scienziati hanno scoperto una nuova plastica con le stesse caratteristiche dell’HDPE ma più efficiente durante la fase di riciclo. Gli scienziati hanno sviluppato una soluzione ad alto rendimento che trasforma gli oli derivati da piante o microalghe in polimeri con pesi molecolari elevati.

Il punto centrale di questa nuova plastica sarebbe la risoluzione di molte sfide difficili e di lunga durata che hanno perseguitato il campo dei polimeri sostenibili. Nonostante gli ottimi risultati bisogna sottolineare che questa è ancora una ricerca sperimentale. Inoltre, ci sono anche considerazioni economiche da fare. Le materie plastiche utilizzate nelle industrie come l’HDPE sono prodotte su scala multimilionaria e sono vendute a 1-3 dollari per chilogrammo. Sarebbe irragionevole quindi aspettarsi che una nuova plastica sia competitiva in termini di costi. È necessario rispondere alle domande su quanto bene la nuova plastica si integra con i sistemi di gestione di rifiuti già esistenti. La sostituzione della nuova plastica con l’HDPE deve essere dimostrata dalla compatibilità con tutti i metodi utilizzati per separare i rifiuti di plastica in più strutture e aree geografiche. Incoraggiante è il fatto che le sostanze chimiche riportate sembrino essere adatto per l’uso industriale.

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