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“Il modo migliore di nascondere qualcosa è di lasciarlo in bella vista” recita un detto. Infatti proprio sotto i nostri occhi c’era un messaggio che nessuno ha mai letto per più di ottocento anni, un messaggio in codice nelle decorazioni della chiesa di San Nicola a Pisa. Durante il recente restauro della facciata e la ripulitura dei marmi, era presente Pietro Armienti, professore dell’università di Pisa, esperto di petrologia, ed è stato proprio il professore che osservando delle particolari geometrie si è reso conto che i segni erano un richiamo esplicito alle scoperte del primo grande matematico dell’Occidente cristiano, il pisano Leonardo Fibonacci .
«Per secoli i segni del tempo hanno reso illeggibili gli intarsi della facciata della chiesa. Dopo il restauro, il messaggio scolpito nella lunetta del portale è emerso in tutti i suoi dettagli, esibendo un affascinante sequenza di numeri e di forme»; secondo il professor Armienti, le eleganti simmetrie dell’opera all’interno della lunetta sulla facciata di questa chiesa sono un richiamo diretto alle scoperte del celebre matematico pisano. «Se si assume come unitario il diametro dei cerchi più piccoli dell’intarsio, i più grandi hanno diametro doppio, i successivi triplo, mentre quelli di diametro 5 sono divisi in spicchi nei quadratini ai vertici del quadrato in cui è inscritto il cerchio principale, quello centrale ha diametro 13 mentre il cerchio che circoscrive i quadratini negli angoli ha diametro 8. Gli altri elementi dell’intarsio disposti secondo tracce circolari individuano circonferenze di raggio 21 e 34, infine il cerchio che circoscrive l’intarsio ha diametro 55 volte più grande del circolo minore» recita il teorema di Fibonacci.
Il resoconto delle ricerche è stato pubblicato da Armienti sul “Journal of Cultural Heritage”.Fonte laRepubblica

Giuseppe MARTINO

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