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Il CTS è convocato per mercoledì 29 dicembre e in base alla curva epidemiologica si deciderà sull’eventuale accorciamento dei tempi di isolamento per le persone che sono venute a contatto con un positivo e hanno la terza dose di vaccino.
Secondo le prime informazioni, la quarantena sarà ridotta dai tre ai cinque giorni, invece che sette giorni.
Pierpaolo Sileri, a mattino cinque afferma:
“Ogni scelta deve avere una base scientifica e dati che possano mettere in sicurezza il Paese. Vi è evidenza che la variante Omicron è molto più rapida” delle altre “non solo come numero di contagi ma anche nel suo ciclo all’interno del corpo – prosegue Sileri – quindi è sensato ridurre sia la quarantena ma anche l’isolamento”. “Oggi si fa molta confusione quando si dice ‘riduciamo’. Attenzione: dividiamolo per categorie – sottolinea – c’è chi è positivo (sintomatico o asintomatico) e deve fare l’isolamento. Poi c’è il contatto stretto che deve andare in quarantena. L’ideale sarebbe, sulla base dell’evidenza scientifica, di ridurre entrambi”. Il sottosegretario come sia necessario per la riduzione delle quarantene di procedere “con chi è più in sicurezza, per esempio con chi ha completato il ciclo vaccinale con la terza dose”. Secondo Sileri serve “molta prudenza, ma tutto dipende da quanto è prevalente il ceppo virale che sta circolando. Noi in questo momento abbiamo anche la variante Delta che circola e farlo da oggi può essere un rischio. Abbiamo alcuni non vaccinati e dobbiamo completare le terze dosi. Magari si è stati il contatto stretto non di una Omicron ma di una Delta. Quindi, facciamolo con sicurezza”.

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