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Il ricorso sulla sentenza Mediaset presentato da Silvio Berlusconi alla corte europea dei diritti dell’uomo deve ancora cominciare il suo esame a Strasburgo e il suo esame non e’ stato ancora dichiarato ammissibile. La precisazione arriva direttamente dalla corte europea, che ha smentito l’annuncio fatto nei giorni scorsi dal legale di Berlusconi Piero Longo circa il primo si’ di Strasburgo sull’ammissibilita’ del ricorso di Berlusconi per violazione delle norme sul giusto processo.

L’ufficio stampa della corte ha fatto sapere all’Ansa che non e’ stata presa ancora “alcuna decisione sull’ammissibilita’” del ricorso del leader di Forza Italia riguardo al processo nel quale e’ stato condannato per frode fiscale, con conseguente perdita del seggio da senatore . “Nessuno dei ricorsi presentati da Silvio Berlusconi alla Corte europea dei diritti dell’uomo e’ stato sinora oggetto di una decisione sull’ammissibilita’”, si legge nel comunicato della Corte. I ricorsi di Berlusconi, precisano a Strasburgo, per ora sono stati dovutamente “registrati” e dovranno “in futuro” essere valutati per arrivare a una decisione sulla loro ammissibilita’.

Forza Italia ha accolto con fair play la notizia arrivata da Strasburgo: il partito di Berlusconi confida che l’esame del ricorso possa arrivare in tempi abbastanza rapidi. “Le dichiarazioni rilasciate oggi dall’ufficio stampa della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – si legge in un comunicato di Fi – sono apprezzabili in quanto aiutano a fare chiarezza rispetto alle notizie uscite sugli organi di stampa in questi giorni, riguardo alla situazione dei ricorsi pendenti a Strasburgo presentati dai legali del presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi”.

La fiducia di Forza Italia nasce dalle comunicazioni che la corte di Strasburgo aveva fatto avere all’avvocato di Berlusconi e che oggi Fi ha reso note: “La informo che il presente ricorso -scriveva la Corte a Longo – sara’ portato all’esame della Corte quanto prima possibile sulla base dei documenti e delle informazioni da Lei forniti”. La corte aveva anche fatto sapere che di norma non e’ prevista la partecipazione del ricorrente a meno che non sia espressamente invitata: dunque Berlusconi non dovrebbe recarsi a Strasburgo a sostenere le sue ragioni.

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