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Ieri missili russi su Kiev, mentre Guterres è in visita. Se Putin bombarda, anche Biden chiede altri 33 miliardi per le armi agli ucraini. Negoziati dissolti. Una marcia della pace in zona di guerra?

Le bombe sono sempre molto concrete. Ma i missili piovuti proprio sulla visita del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres a Kiev hanno anche un altissimo valore simbolico. Segnano, di fronte al mondo, la completa cancellazione del negoziato. La pace finisce nel mirino. Vladimir Putin attacca colui che solo 24 ore prima si era seduto al tavolone bianco del Cremlino per parlargli. Ma se Mosca affossa ogni mediazione con la forza, anche Washington lancia una chiamata «alle armi» diretta. Gli Usa vogliono la sconfitta militare di Putin e, come ha detto ieri il presidente americano Joe Biden, chiedendo altri 33 miliardi di finanziamento, sono pronti a fronteggiare «qualsiasi cosa» abbia in mente il Cremlino. La possibilità di un negoziato si è ormai dissolta. È il momento, come titola Avvenire stamattina, in cui prevale la “terribile logica di guerra”.

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