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Nel frattempo che l’Italia festeggia la vittoria di Jacobs e Tamberi, proprio a Tokyo si sta assistendo ad una vicenda che mette a rischio i diritti umani degli atleti. Ancora una volta la protagonista di un vero atto di dittatura è la Bielorussia.
La vicenda riguarda l’atleta Krystsina che dopo aver accusato la federazione Bielorussa di averla inclusa senza il suo permesso in una staffetta, in mancanza di atlete donne, una disciplina in cui la Tsimanouskaya non sarebbe specializzata, ma a cui le autorità bielorusse le avrebbero ordinato di partecipare.
“Ho appena saputo che in questa Olimpiade dovrò fare anche un’altra gara, la staffetta 4 x 400 metri. Si scopre che la nostra direzione ha deciso tutto per noi, come sempre. Hanno fatto casini con le ragazze che non hanno fatto i test per arrivare alla loro prima Olimpiade e hanno deciso di inserire me nella staffetta. Super! Bravi!”, aveva rivelato in un post l’atleta. Per poi aggiungere, poco dopo: “Non avrei reagito così duramente se mi fosse stata data comunicazione in anticipo, spiegandomi l’intera situazione e chiedendomi se fossi in grado di correre 400 metri. Ma hanno deciso tutto alle mie spalle”, dice l’atleta.
Questa critica non è piaciuta alle autorità bielorusse che hanno ordinato il ritorno a Minsk, pubblicando un comunicato in cui si dichiarava che “in accordo con l’opinione dei dottori, a causa dello stato emotivo e psicologico di Kristina Tsimanouskaya, la partecipazione dell’atleta è stata ritirata”.
A questo punto l’atleta ha quindi pubblicato un nuovo video, facendo un appello al Comitato Olimpico Internazionale: “Chiedo aiuto al CIO, mi sono state fatte pressioni e stanno cercando di portarmi fuori dal Paese senza il mio consenso: chiedo quindi al CIO di intervenire per questo”.
Questione diventata subito Internazionale, ad intervenire è stato anche il CIO e la Polonia si è messa a disposizione per offrire esilio politico a Krystsina Tsimanouskaya.
Il volo dunque sarebbe partito senza di lei, che resta sotto protezione della polizia di Tokyo, mentre funzionari del Ministero degli Esteri giapponese e del CIO si starebbero mobilitando per riportarla al Villaggio Olimpico.