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Domenica 28 marzo, alle 2 di notte, tornerà l’ora legale con le lancette che avanzeranno di un’ora. Dormiremo un’ora in meno ma in compenso avremo sessanta minuti di luce naturale in più.

La convenzione dell’ora legale è nata per far favorire il risparmio energetico in tempi di crisi, per questo l’Italia l’ha adottata durante la guerra mondiale e per questo resta in vigore nel nostro Paese, anche se da anni, sull’ora legale, l’Europa è divisa.

Nel 2018, il Parlamento Europeo ha messo fine all’obbligo del cambio dell’ora due volte l’anno e ha chiesto ai singoli Paesi di scegliere quale dei due orari adottare per tutto l’anno, auspicando di arrivare a una decisione unitaria.

Uno dei motivi per cui si parla di abolire il cambio dell’ora è il suo impatto sul benessere e sulle abitudini delle persone, sostenuto anche da studi scientifici. Le giornate più corte possono causare sintomi di depressione, mentre, l’arrivo dell’ora legale, con più ore di luce e meno ore di sonno, porta uno scompenso temporaneo paragonabile a un piccolo jet-lag.

L’Italia non intende abolire il cambio dell’ora. La decisione è stata depositata a Bruxelles negli ultimi giorni di vita del governo Conte bis. Dunque anche nel 2021 e negli anni a venire dovremo spostare avanti e indietro le lancette degli orologi.

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