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page000Violentata a 27 anni e ora risarcita completamente. Ma ormai ha quasi 100 anni. È la storia – raccontata dal Corriere – di una donna che subì uno stupro durante la Seconda guerra mondiale e alla quale la Corte dei Conti ha riconosciuto, in una recente sentenza, il diritto ad essere risarcita dallo Stato italiano per i danni morali sofferti. Della signora, per ovvi motivi di riservatezza, si sa soltanto il nome: Rosa. La donna subì violenza carnale in quelle tragiche circostanze che sono passate alla storia con il nome di “marocchinate”: termine allora usato per indicare la furia delle truppe coloniali nord-africane che dopo aver fatto arretrare i tedeschi ottennero in premio carta bianca per qualsiasi tipo di violenza.
Era il maggio del 1944 e diversi paesi del basso Lazio furono soggiogati da circa 7.000 uomini che rubarono, ammazzarono, distrussero, violentarono. Uno stupro di massa che segnò e distrusse la vita di 3.000-3.500 donne e minorenni, secondo le stime più attendibili. Rosa aveva 27 anni quando il 22 di maggio 1944 fu stuprata, oggi ne ha 98. Tra domande, impugnazioni e appelli la vicenda si trascina dal 1992, quando la signora aveva “appena” 75 anni, fino al 2015 quando ormai è alle soglie dei 100.

Giuseppe Martino

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